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Marcovaldo
 
 
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MARCOVALDO
(Ferdinando Pollastri)

Tra marciapiedi, i semafori ed i tram
Sull’autostrada i cartelli e le reclam
Non sei adatto per vivere in città
Nella nebbia ancora ti perderai

Ma la natura ti richiama l’attenzione
La foglia gialla o una piuma su un balcone
E non ti accorgi delle insegne luminose
Le vetrine, gli spazzini e gli operai

Marcovaldo manovale sognatore
Marcovaldo ma che fine pensatore
Marcovaldo vittima della città

Ragioni sempre come ragiona un contadino
Raccogli funghi nell’aiuola lì vicino
Con sei figli e una moglie in un condominio
Le tue idee portano solo guai

Il semaforo assomiglia un po’ alla luna
La città vuota, eri felice, ma che fortuna
Sulla panchina a cercare un po’ di frescura
In agosto intervistato dalla RAI

Marcovaldo manovale sognatore
Marcovaldo ma che fine pensatore
Marcovaldo vittima della città

Hai catturato un piccione comunale
Un coniglio velenoso dell’ospedale
Al supermarket quante cose da comprare
Ma senza soldi son tutte cose che sognerai

Marcovaldo ce ne hai una per ogni stagione
Molto spesso è la sfortuna ad aver ragione
Ma che tristezza, che miseria, che condizione
Tu vai avanti vedrai che un giorno arriverai

Marcovaldo manovale sognatore
Marcovaldo ma che fine pensatore
Marcovaldo vittima della città

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