LUCIANO SENZA TERRA
(Ferdinando Pollastri)
Mi chiamo Luciano, Luciano senza terra
Sono un ladro ma sognavo un mondo senza guerra
Ho perso la mia strada e la mia casa non ho più
Sono un falco che oramai non vola più
Questa è la mia storia che voglio raccontare
Non è proprio quella che c’è scritta sul giornale
Certo ero un ladro ma non ero un assassino
Non volevo combinare tutto quel casino
Mi dicevano: “al mondo bisogna lavorare,
Calze, camice, ti devi maritare”
Ma donne e fatica li ho confusi via col tempo
Insieme mi sembravano un ballo troppo lento
E allora…
Mi sono perso sulla strada di casa a primavera
Nascondendomi agli amici per sfuggire alla galera
Perché io rubavo i gioielli ed i tesori
Sulle barche a Porto Cervo agli onorevoli e ai signori
Come ladro sono bravo, so fare il mio mestiere
Ma con l’amore sono scarso, non ho il senso del dovere
E regalavo quei gioielli a chi vivere non può
A proposito lavoravo anche dentro i casinò
E allora…
Ma una notte quella stella mi parlò della cicogna
Mi disse:”Luciano, c’è un bambino che ti sogna”
Ho preso la mia moto, volavo via col vento
Poi il cuore si è fermato per il grande spavento
I carabinieri mi hanno fatto accostare
Ho estratto la pistola, ho cominciato a sparare
È stata la mia rabbia, non volevo far del male
Il sole si è oscurato, è cominciato il temporale
E allora…
E poi mi hanno braccato come un lupo ferito
I carabinieri se la son legata al dito
Quando mi hanno preso non mi hanno dato il tempo
Di spiegare la mia rabbia che è venuta in quel momento
Ho sentito un colpo, la luce che smorzava
Ma ho rubato un attimo alla vita che se ne andava
E sono riuscito, nel sole del mattino
A vedere finalmente il volto del mio bambino
SIAE 2009
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