IL CIELO DELLA CITTA'
(Ferdinando Pollastri)
Scende giù dai canali di scolo
Acqua e sabbia sporca di sangue e tritolo
Non sopportiamo più questa pioggia di carne acida e amara
E il colore che resta quando cade una spada e il fumo negli occhi che scava
Non sento più l’amore che avevo per te
È rimasta soltanto miseria e tu non ti ricordi di me
Macchine d’acciaio che non sentono i nostri pensieri
Non sentono le nostre parole, non sentono i nostri desideri
Vedo già aquile in volo
Le vedo che graffiano il cielo con i loro artigli d’oro
Giganti sconfitti da piccole iene
E angeli celesti e cigni in catene
Io non credo più in un altro domani
Tocco i muri di questa città e mi brucio le mani
E il cielo che c’è sopra è sempre più rosso
È velenoso e pesante e pieno come il vuoto che c’è sotto
SIAE 2009
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